Luoghi misteriosi: n.1

Luoghi misteriosi: n.1

Chi riconosce questo posto? Vi diamo qualche indizio: si trova a circa 60Km da Lucca e il suo nome ci ricorda un’altura che sovrasta e domina le vallate circostanti… fermiamoci qua, sicuramente abbiamo esagerato con gli indizi! Dunque: dove ci troviamo?

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Istinto, Genialità, Follia… Ligabue al Lu.C.C.A

antonio_ligabue_2In questi giorni, fino al 9 di giugno, il centro storico di Lucca è animato dagli strani animali e dai colori inconsueti di una stupenda favola triste, dall’istinto, dalla genialità e dalla follia di uno dei personaggi più controversi del panorama pittorico italiano del’900: ANTONIO LIGABUE.

La mostra, curata dal Lu.c.C.a., centro lucchese di arte contemporanea, si ripropone di far rivivere al visitatore un  viaggio attraverso l’emozionante storia di questo artista imprevedibile e visionario, libero e selvaggio, come i quadri che dipinge.
Con la gentile disponibilità del Lu.C.C.a,  le Guide Abilitate dell’Associazione GUIDE IN RETE si offrono di portarvi per mano in un’avvincente ligabueavventura alla scoperta della vita del celebre pittore, nel bel mezzo di una favola dolce e triste al solito tempo, folle ma divertente, cercando così di tracciare le linee essenziali della natura di uno degli artisti più unici del panorama Italiano e, forse, Europeo.

La visita dura all’incirca 90 minuti ed ha un costo di 50 Euro (fino a 25 partecipanti).

Le GUIDE IN ligabumRETE si rendono inoltre disponibili ad integrare il percorso museale su Ligabue con un tour della città, alla scoperta del quartiere dei Guinigi, indubbiamente una delle zone più affascinanti, ma meno conosciute della nostra Lucca.

Il tour della città, integrato con la mostra di Ligabue, ha una durata complessiva di 3 ore circa ed un costo di 105 euro ( fino a 25 partecipanti )

I costi del biglietto d’ingresso al museo (e altri eventuali ingressi) sono esclusi.

Per informazioni e prenotazioni luccaguideinrete@gmail.com e tel: 334 8203983

Giardini, Borghi e Camelie con… la GUIDA!!

camelieA breve partirà in lucchesia la Mostra delle Antiche Camelie (9-10,16-17,23-24 marzo), che investirà soprattutto il comune di Capannori, con le sue bellissime ville storiche e il meraviglioso antico Borgo di Sant’Andrea, da dove la manifestazione ha avuto origine. Quest’anno, per permettere una migliore fruibilità della Mostra e delle bellezze storiche, artistiche e paesaggistiche del territorio, Il comune metterà a disposizione dei visitatori delle Guide Turistiche e Ambientali abilitate secondo la legge Toscana.

Ecco i dettagli delle Visite Guidate GRATUITE promosse dal Comune e dalle Guide Turistiche presenti nel Panel di indirizzo Turistico:
Sabato e Domenica alle ore 10.15 e alle ore 15.00 visita guidata del Borgo di Sant’andrea di Compito.
Sabato e Domenica alle ore 15.00 partenza per il Tour delle Ville Nord (che tocca il Museo Civico di Capannori, Villa Reale, Villa Mansi, Villa Mazzarosa, Villa Torrigiani e Villa Lazzareschi) e delle Ville Sud (che tcamelia1occa Villa Tani, Villa dello Scompiglio e Villa Nardi).

La guida turistica sulla navetta fornirà informazioni sulle Ville e racconterà le opportunità di visita che il territorio di Capannori offre.

Il biglietto di ingresso alla mostra è pari a 6 Euro e comprende l’uso delle navette.

Per informazioni: Centro Culturale Compitese, tel 0583 977188 366 2796749 – contatto: posta elettronica o sitoweb

Oppure

Lucia Matteoni, referente Guide Turistiche contatto: posta elettronica o   luccaguideinrete@gmail.com , cell. 334 8203983

016Anche le Guide Ambientali, patrocinate dal Comune hanno organizzato Tour Gratuiti ogni fine settimana. Si tratta di percorsi adatti a tutti che ripercorrono le antiche varianti della via Francigena. Ecco le proposte:

sabato 9, 16 e 23 marzo – Escursione Lucca -Vorno – Distanza: 9 km – Difficoltà: Turistica per tutti – Partenza: ore 9 stazione Fs di Lucca

sabato 9, 16 e 23 marzo – Escursione Vorno – Borgo delle camelie S. Andrea e Pieve di Compito – Distanza: 7 km – Difficoltà: escursionistica facile – Partenza: ore 14.30 ostello “Il Rio di Vorno”, via del Folle Mansi, Vorno

domenica 10, 17, 24 marzo Escursione Foro Boario – Villa Lazzareschi-Distanza: 18 km – Diffcoltà: escursionistica facile – Partenza: ore 9.30 Foro Boario, Monte San Quirico (Lucca)

domenica 10, 17, 24 marzo – escursione Villa Lazzareschi – Pieve di Compito – Distanza: 18 km – Difficoltà: cicloturistico con dislivelli – Partenza: ore 14.30 Villa Lazzareschi, via di Tofori, Camigliano

Per informazioni: Gabriele Tebano, referente guide Ambientali, info@terredimare.org oppure 0583 570391

E le proposte non finiscono qui!!!

Inoltre, se volete un tour personalizzato per voi, i vostri amici o i vostri gruppi contattateci su  luccaguideinrete@gmail.com e saremo lieti di studiare il percorso migliore e più adatto alle vostre esigenze!

Ecco qualche suggerimento:

Sabato e Domenica : i giardini delle Ville del Nord

Sabato 9-16-23 marzo alle ore 15.30 visita guidata al Giardino di Villa Mansi e Villa Mazzarosa. Appuntamento davanti alla Villa Mansi

DomeniImmagine 027ca 10-17-24 marzo alle ore 10.30 visita guidata al Giardino di Villa Reale. Appuntamento davanti alla villa

Domenica 10-17-24 marzo alle ore 15.30 visita guidata ai Giardini di Villa Torrigiani e Villa Lazzareschi. Appuntamento davanti la villa Torrigiani

E per restare a Lucca: ogni Domenica alle ore 11.00 passeggiata guidata alla scoperta delle Mura di Lucca e dell’orto Botanico cittadino. Appuntamento davanti la chiesa di San Michele in Foro.

Per motivi organizzativi E’ RICHIESTA LA PRENOTAZIONEcamelia

Su richiesta e con un minimo di 6 partecipanti, visite guidate delle ville del SUD e di Sant’Andrea di Compito, l’antico Borgo delle Camelie.

Per ogni informazioni e prenotazione:  luccaguideinrete@gmail.com

Camelie e misteri

camelia1La camelia è uno dei fiori simbolo della lucchesia e di questi tempi adorna i giardini di molte tra le più prestigiose ville storiche di Lucca e non solo.  camelie

La sua bellezza viene celebrata ogni anno nel mese di marzo nell’antico Borgo di Sant’Andrea di Compito, legato storicamente alla presenza di questa pianta (ne abbiamo già parlato in altri post di questo Blog), dove si svolge la mostra delle antiche Camelie. Questa specie, esotica e affascinante, arrivò in Europa dalla lontana Asia, almeno, secondo i documenti ufficiali, non prima del XVIII secolo. Abbiamo detto secondo i documenti ufficiali, perchè in realtà esistono alcune prove dell’esistenza delle Camelie in lucchesia fin da prima del loro arrivo ufficiale in occidente. In molte opere d’arte del XVII secolo,  quadri per lo più ,di scuola lucchese, infatti appaiono alcuni fiori che hanno tutte le caratteristiche della camelia. Addirittura anche alcuni stemmi nobiliari di antiche famiglie del patriziato lucchese hanno tra i loro elementi rappresentativi un imponente fiore, che, secondo alcuni studiosi, potrebbe essere proprio una Camelia.Santini

Insomma… un bel rompicapo!

Se con tutto questo parlare di misteri sulle camelie, per caso, abbiamo stuzzicato la vostra curiosità e vi abbiamo messo voglia di indagare e , perchè no, scoprire cose nuove, vi invitiamo a partecipare alla Mostra delle Antiche Camelie della Lucchesia, che verrà celebrata a marzo per tre weekend consecutivi (9-10, 16-17, 23-24) e che si svolgerà sia a Sant’Andrea di Compito che nelle splendide ville Lucchesi che hanno aderito all’iniziativa. Le GUIDE IN RETE saranno a vostra disposizione per visitare i luoghi delle camelie e per tour personalizzati a tema. Per informazioni luccaguideinrete@gmail.com o cell. +39 334 8203983

Befane, Befanini e Befanotti

“La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte, con le toppe alla sottana, viva,viva la Befana!” Così recita una delle tante versioni dei canti della Befana, molto tradizionali nelle nostre terre di Lucchesia, che venivano cantati durante la sera della vigilia dell’Epifania dai ragazzi, chiamati tradizionalmente “Befanotti” , che andavano di porta in porta a chiedere dolcetti e leccornie. Oggi la tradizione continua e vengono offerte caramelle, cioccolatini e “Calze della Befana” straripanti di ogni golosità. Tuttavia, una volta (Nonna docet) non esistevano queste prelibatezze e le offerte in questione erano mandarini, noci, arance e, appunto, i Befanini. Questi ultimi sono biscotti tradizionalissimi delle nostre zone, che adesso si trovano tutto l’anno nelle vetrine dei forni e delle pasticcerie, ma che una volta erano fatti in casa da ogni famiglia nei giorni che precedevano l’Epifania, di cui erano, per il motivo sopra spiegato, il dolce tipico.Premetto che ogni famiglia ha la sua ricetta, chi mette una dose maggiore di burro e chi invece preferisce mettere un maggior numero di uova, chi mette Rum e chi no, chi adora abbondare con le scorze di agrumi e che invece mette solo il limone (e chi più ne ha, più ne metta). Io, ad esempio, sono una patita del burro, che contribuisce a dare a questi biscotti una morbidezza e una friabilità maggiori (almeno a mio parere). Cercare una ricetta valida ed il più possibile vicina a alla tradizione è stato difficile, ma chiedendo a nonne, zie, suocere, mamma, vicine e amiche sono arrivata alla conclusione che la ricetta più valida e largamente condivisa prevede queste dosi:

gr 500 di farinabefanini, gr 300 di zucchero, gr 150 di burro, 3 uova , ½ bicchiere di latte,1 bustina di lievito
1 bicchierino di rum, 1 cucchiaino di scorza di limone e di arancia,confettini colorati, 1 pizzico di sale

Come si fa?
Impastare la farina con il burro ammorbidito, lo zucchero, le uova, la scorza di limone e di arancia grattugiata (attenti a non grattare troppa scorza bianca) , il lievito, il liquore e un pizzico di sale. Bagnare l’impasto con un po’ di latte e lavorarlo velocemente, facendone poi una palla che dovrà riposare almeno per una mezz’ora in frigo. Stendere l’impasto con il mattarello dandogli uno spessore di 4 mm. Tagliarlo quindi con le apposite formine a forma di Befane, animali, cuori, stelle etc. Appoggiarli quindi (a debita distanza l’uno dall’altro) su una teglia imburrata, o, meglio, ricoperta con un foglio di carta forno (meno tradizionale ma più light). Spennellarli con una chiara d’uovo sbattuta. Decorare poi la loro superficie con i confettini colorati e cuocere in forno caldo per 20′, finché non avranno assunto un bel colorino dorato.

vassoio-befanini

La Befana è una vecchietta che somiglia un pò ad una strega, ma è tutt’altro che malevola: infatti distribuisce doni e dolcetti a tutti i bambini buoni, mentre porta il carbone a tutti quelli che hanno fatto arrabbiare la mamma ed il babbo. Le sue origini risalgono alla notte dei tempi, quando il Cristianesimo non esisteva ancora e le genti credevano nelle forze primordiali della natura. Anticamente, infatti, la dodicesima notte dopo il Natale, ossia dopo il solstizio d’inverno, si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura pagana di Madre Natura. La notte del 6 gennaio, infatti, Madre Natura, stanca per aver donato tutte le sue energie durante l’anno, appariva sotto forma di una vecchia strega buona, che volava nel cielo a cavallo di una scopa. Oramai secca, Madre Natura era pronta ad essere bruciata come un ramo, per poter poi rinascere dalle sue ceneri come Natura giovane e fresca, con la luna nuova. Prima di morire però, secondo la tradizione che ancora viene portata avanti, la vecchina passava a distribuire regali e dolci a tutti, che simbolicamente rappresentavano i semi da piantare in vista della rinascita della natura a Primavera. In seguito Cristianità e tradizione pagana si sono mescolate e hanno dato origine alla festa della Befana così come la viviamo oggi, chi più chi meno, in tutta Italia.

A Lucca sicuramente è una delle feste più sentite ed apprezzate da bambini di tutte le età!

 

una storia di piante.. camelie e olivi in Lucchesia

Uscendo dalle mura di Lucca, in direzione sud est, nel territorio del comune di Capannori, si estende la zona del Compitese, che comprende le frazioni di San Ginese, Colognora, Castelvecchio, Colle, Pieve, San Giusto e Sant’Andrea. La sua particolarità si trova tutta nel paesaggio, caratterizzato da dolci colline verdeggianti, antichi resti Medievali, fonti naturali di acque dalle proprietà benefiche, ma soprattutto dalla presenza di due piante: la camelia e l’olivo.

La Camelia è una pianta molto antica e che proviene da molto lontano. Infatti arriva in Europa dal Giappone nel XVIII secolo e trova subito spazio, per l’eleganza raffinata del suo fiore, nei giardini delle ville più prestigiose. Dal 1795 arriva anche nell’antico Borgo di Sant’Andrea, dove trova un clima ed un terreno perfetti per la propria crescita. La proliferazione di questa pianta si deve ad Angelo Borrini, medico oculista del duca Carlo Lodovico di Borbone, che, oltre ad essere un ottimo ibridatore e selezionatore di cultivar di Camelia, era anche un fervente membro della Carboneria, e contribuì a fare della Camelia proprio il simbolo di questo movimento e dell’unità di Italia.

Legata strettamente a questo periodo è anche la pianta dell’ulivo, da sempre molto importante nelle colline del Compitese, dove si produce un  ottimo olio extravergine d’oliva. Si dice che, spesso, durante le riunioni segrete alla villa del Borrini, intervenisse niente meno che Giuseppe Mazzini in persona, che approfittava di queste occasioni anche per comprare l’ottimo olio di oliva prodotto in queste zone, per rivenderlo in Europa ed ottenere così il denaro necessario per sovvenzionare il movimento che contribuì attivamente alla riunificazione dell’Italia.

L‘olio extravergine d’oliva delle colline lucchesi (e quindi anche quello del Compitese) è uno dei più pregiati al mondo grazie al suo colore, al suo sapore e alla sua bassa acidità, e, esportato da sempre all’estero, spesso veniva preso come metro di valutazione per l’olio di oliva che veniva prodotto in altre zone.

Pochissimi sanno che la pianta della Camelia (camelia japonica) è “sorella” della pianta del Thè (camelia sinensis) e che anche quest’ultima ha trovato nel territorio di San’Andrea di Compito un habitat perfetto: infatti, qui è attiva, caso unico in tutta Europa, anche una coltivazione di thè, che viene degustato e celebrato per la sua bontà soprattutto durante la festa delle Camelie, che si svolge tra Sant’Andrea e Pieve di Compito ogni anno nel mese di Marzo, ma che tuttavia è disponibile (e buonissimo) in ogni periodo dell’anno.

Lucia

Triste vicenda di Lucrezia Malpigli, una donna innamorata nella Lucca del’500

Tutti conosciamo, grazie a “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni, la storia della Monaca di Monza, che nel romanzo corrisponde al nome di Gertrude. In molti sappiamo che l’autore aveva fatto riferimento ad un personaggio storico realmente vissuto,cioè Marianna di Leyva, discendente di don Antonio de Leyva, gran capitano di Carlo V, che fu costretta a entrare in convento per volere della famiglia e che si macchiò, come la storia racconta, di terribili crimini. Però pochi sanno che, quasi contemporaneamente a questo personaggio, visse a Lucca una fanciulla che molto fece parlare di sè e che visse una storia incredibilmente simile a quella della sfortunata Marianna. Nella sua vicenda non manca proprio nulla: amore, passione, vendetta, omicidio e chi più ne ha più ne metta, ed è veramente difficile riuscire a catturare tutte le innumerevoli sfumature della sua triste vicenda nelle poche righe di questo Blog. Il suo nome è Lucrezia Malpigli e, come spesso accadeva alle ragazze nobili, molto giovane fu costretta dalla sua importante famiglia a sposarsi con Lelio, rampollo della famiglia più ricca della città: i Buonvisi, proprietari di molte ville e palazzi in tutto il territorio di Lucca, tra cui la villa Buonvisi al giardino, situata in via Elisa, nel centro storico della città. Tra loro sicuramente non ci fu mai amore, anche perchè il cuore di lei apparteneva già ad un altro, Massimiliano Arnolfini (che riceveva ad insaputa del marito in una delle tante ville di famiglia nella campagna lucchese, quella che oggi si chiama villa Torrigiani) suo primo e forse unico amore. Amore malato, oseremmo dire. Infatti si sa che egli, forse spinto dall’amata o forse per iniziativa personale, fece uccidere il marito di lei in una notte di giugno all’uscita della messa, che la coppia era solita ricevere presso la chiesa di Santa Maria dei Servi. Le colpe di questo brutale assassinio ricaddero fin da subito su di lui, che scappò immediatamente oltre i confini della Repubblica di Lucca, e sulla povera (o complice?) Lucrezia. Di fatto si sa che per sfuggire agli interrogatori, la bella giovane entrò a far parte del convento di Santa Chiara, con il nome di suor Umilia, ma di fatto, da quanto risulta, non abbracciò l’umiltà della fede e la semplicità della vita monastica. Il suo nome tornò ben presto ad essere famoso a causa di un altro terribile scandalo: molti testimoni affermarono infatti che fosse solita ricevere uomini nella sua cella e che favorisse incontri anche per le sue consorelle. Purtroppo una di queste, che probabilmente si trovava veramente nel posto in cui ambiva essere, minacciò di denunciare la cosa.

Da quello che sappiamo dagli atti del processo, suor Umilia fu ritenuta colpevole dell’avvelenamento proprio di quest’ultima e fu condannata perciò ad essere murata viva in una cella del convento. Anche Massimiliano nel frattempo fu catturato e condannato a morire nelle prigioni della Torre Matilde di Viareggio.

In seguito si perderanno le tracce dei due sfortunati amanti nei documenti ufficiali e negli archivi. La tradizione popolare vuole, che le anime dei due, ancora non rassegnate alla morte e ancora innamorate, continuino a cercarsi nei giardini della villa Torrigiani, a Camigliano, dove un tempo si incontravano felici.

La storia di Lucrezia è uno degli itinerari delle GuideInRete a cura di Lucia con partenza dal Caffè Di Simo a Lucca in occasione dell’Happy Tour!